LA GASTROENTERITE ACUTA

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Cos’è la gastroenterite?

La gastroenterite è una malattia intestinale che rappresenta una delle cause più frequenti di diarrea nei bambini. Essa è dovuta a germi di varia natura, nella maggior parte dei casi virus (rotavirus, norovirus) e meno frequentemente batteri (salmonella, campylobacter), funghi o parassiti.

 

Come si contrae e come evitare il contagio

I germi che causano la diarrea si disseminano facilmente nell’ambiente circostante, rimanendo su giocattoli e altri oggetti condivisi, venuti in contatto direttamente con il bambino infetto o con le mani del genitore non adeguatamente lavate. Importante, quindi per evitare il contagio ambientale è lavarsi accuratamente le mani, evitare la condivisione di giocattoli, asciugamani, stoviglie e pulire le superfici su cui gioca il bambino con acqua e sapone o con una soluzione di alcol denaturato. Alcuni virus possono trasmettersi anche attraverso il respiro, mediante goccioline di vapore emesse durante gli starnuti o la tosse; in questo caso oltre ai sintomi intestinali possono essere presenti anche sintomi respiratori come tosse, muco e raffreddore. È bene quindi evitare lo stretto contatto con bambini o adulti che hanno la gastroenterite. Infine un’ultima via di trasmissione è rappresentata dai cibi avariati o contaminati da batteri, come uova, creme pasticcere, pollame, carne, pesce, latte e formaggi, frutti di mare, insalate e verdure non lavate bene.

Nei casi più gravi in cui il bambino non riesca a bere nulla è indicato il ricovero ospedaliero per la reidratazione ……

Quali sono i sintomi e i segnali di allarme?

La gastroenterite è caratterizzata da diarrea acquosa, dolore addominale, nausea e/o vomito e a volte febbre. Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve da sola in 5-7 giorni, ma in alcuni casi i sintomi possono continuare anche per 10 giorni e richiedere l’ospedalizzazione.
La complicanza più importante per il bambino è il rischio di disidratazione, cioè la grave perdita di acqua e di sali minerali. I segnali di allarme che devono far pensare ad una disidratazione sono poca pipì, pianto senza lacrime, pelle secca, occhi alonati, lingua secca e impaniata, labbra secche e screpolate. Se la disidratazione è grave il bambino può presentare un respiro più rapido e superficiale, può essere meno reattivo e rifiutare il cibo, può essere più sonnolento ed abbattuto. Un altro segno di disidratazione è l’allungamento del tempo di riempimento capillare, valutabile schiacciando per alcuni secondi la pelle o il letto ungueale del bambino con un dito e rilasciando rapidamente: se la pelle o il letto ungueale si ricolora di rosso in più di 2-3 secondi c’è disidratazione.

Terapia

La gastroenterite è una malattia che si risolve spontaneamente, spesso è di natura virale e quindi gli antibiotici non sono indicati. Mentre nel passato si tendeva a consigliare un digiuno prolungato o diete “in bianco”, oggi si raccomanda una veloce reidratazione e una precoce rialimentazione, per favorire il recupero ponderale e prevenire una malnutrizione. Quindi il primo passo è reintegrare i liquidi e i sali minerali utilizzando soluzioni reidratanti orali. Spesso il bambino le rifiuta per il cattivo sapore, in alternativa si possono utilizzare prodotti con un aroma più gradevole (al gusto di arancia o banana). I lattanti alimentati al seno possono proseguire l’allattamento materno; nei lattanti non alimentati al seno il latte artificiale è di solito ben tollerato in quanto la quantità di lattosio (zucchero che potrebbe peggiore la diarrea) contenuta è piuttosto moderata. L’alimentazione non deve essere forzata ed è preferibile somministrare piccoli pasti ma più frequenti.
Se presente il vomito è conveniente interrompere l’alimentazione e proseguire solo la terapia reidratante. Nelle forme persistenti, sotto indicazione del pediatra, è possibile somministrare farmaci anti-emetici.
Per attenuare la diarrea possono essere utilizzati fermenti lattici (o probiotici) che riequilibrano la flora intestinale o farmaci con capacità assorbenti che aumentano la consistenza delle feci.
Nei casi più gravi in cui il bambino non riesca a bere nulla è indicato il ricovero ospedaliero per eseguire una idratazione per via sistemica.

 

Quando portare il bambino dal pediatra

Generalmente la gastroenterite può essere gestita tranquillamente a casa con il supporto del pediatra. In alcuni casi tuttavia il bambino va visitato, soprattutto quando non riesce ad idratarsi, perché vomita molto e non riesce a bere oppure perché rifiuta le soluzioni reidratanti oppure perché ha molte scariche di diarrea. I lattanti andrebbero sempre visitati perché più a rischio di disidratazione. I bambini molto abbattuti o con forti dolori addominali e i bambini con patologie sottostanti come diabete, insufficienza renale, morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, immunodeficienze e malattie oncologiche necessitano di ulteriori approfondimenti.